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La nave di Ulisse

"Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte" E.A.POE
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Backup del blog



Backup del blog!

Può essere molto doloroso perdere il proprio prezioso blog, magari perchè cancellato a causa di un'immagine protetta da copyright o perchè si vuole cambiare account. Così ho cercato e trovato un'ottimo servizio di backup del blog, semplice da usare, tutto on-line, e che si preoccupa di fare il proprio lavoro quotidianamente. I blog MSN sono supportati. La registrazione è molto semplice, basta recarsi su Blogbackuponline , indicare mail e una password, e attivare la registrazione cliccando sul link che verrà inviato tramite mail. Sul sito poi si effettua login e si inserisce l'indirizzo del proprio blog. Per gestire il backup basta spostarsi nell'apposita scheda del "dashboard".

L'avvocato del diavolo




"A Dio piace guardare, è un guardone giocherellone, riflettici un po'... Lui dà all'uomo gli istinti, ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo cosmico spot pubblicitario del film. Fissa le regole in contraddizione, una stronzata universale! Guarda ma non toccare, tocca ma non gustare, gusta ma non inghiottire... e mentre tu saltelli da un piede all'altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista! È un gran sadico! È un padrone assenteista ecco che cos'è!" (John Milton - Al Pacino)

Tirare le somme

Ci sono momenti in cui vuoi smettere di vedere tutte quelle addizioni e sottrazioni, con le
cose che vivi che ti aggiungono e ti tolgono qualcosa dentro, e vuoi tirare quella linea per
fare il totale. Hai già capito quello che ti serve, quello che hai cercato, è lì, ad un
passo da te, e vuoi prenderlo perchè sai che è quella la chiave che risolve il malloppo di
conti. Diamine ti basterebbero persino pochi secondi, ti libereresti di ogni fatica in un
urlo. E con tutti quegli errori per strada sapresti gestirlo, quel desideratissimo punto
d'arrivo, hai imparato ormai a non strafare, a non buttarti, a credere, a onorare e
comprimere la felicità in quel puntino in cui dura. Ti basterebbero quei due occhi come
t'aspetti, o quelle due o tre aprole come t'immagini accada. O andrebbe bene anche venirne
sorpreso, come ti ha abituato. Eppure sei sempre in bilico, tra il baratro di aver scommesso
tutto sul cavallo sbagliato, e la montagna di cose che potresti vincere. Sono ancora veri
quei sogni, segni che è tutto quello che accadrà? Stai inseguendo il tuo destino o intorno
c'è solo il silenzio di cose che accadono a caso in battiti di ali impazzite?

Mani




Tutte le volte che parto vorrei avere le tue mani vicino, così che, sfiorandole, dovunque mi trovi mi sembrerebbe di stare a casa, e invece accarezzandole avvertirei tutte le sfumature e le emozioni di un viaggio nelle terre più esotiche e lontane.

Love Bugs 1 - Al cinema

 
 

Immobile regina solitaria della notte...



30.03.2000
Immobile regina solitaria della notte
ci parli del nostro avvenire
noi come braccia di alberi protesi
ad un infinito domani
scoglio che emerge sulle onde
di colline scure
pace e solitudine suggestiva
come in un deserto di dune maghrebine
che segreti hai?
Noi ascoltiamo
questo ronzio inafferrabile
che la luce del giorno confondeva
e quando la carovana inizia a viaggiare
sei sempre tu il faro intorno cui volteggiamo
di notte mi sembra di nuotare sott'acqua
dove tutto è attutito
e i mondi sono surreali
e vesti trasparenti di nuvole
appaiono come odalische danzatrici
le mille forme della notte.

Pizzica & Taranta - 1a parte

Il morso della taranta



Il ritorno in voga della “pizzica” e della “taranta” ha reso ormai popolarissimo quello che fin dal Medioevo era il tarantismo, una serie di superstizioni e di riti pagani e religosi , diffusi soprattutto nella Puglia meridionale e nella Lucania ionica fino al ‘700 e sopravvissuti poi solo in alcune zone del  Salento.

Il morso della tarantola mediterranea provocava stati alterati di coscienza e convulsioni simili all’epilessia. Le donne solitamente ne erano più  soggette soprattutto nei periodi caldi, perché durante i lavori agricoli i morsi di taranta erano più frequenti. Spesso però il tarantato (cioè chi era stato morso dal ragno), le donne in particolare, era anche il frustato di una condizione psicologica o sessuale di costrizione.

A curare quel veleno erano proprio la musica e la danza in una sorta di rito esoterico, mimando e identificandosi nella taranta e facendola ballare fino a farla “crepare”.

Si cominciava con dei musicisti di tamburello, violino, organetto, armonica ed altri strumenti che si recavano a casa del tarantato o nella piazza principale del paese.

La musica che veniva suonata era la pizzica, un ritmo ossessivo e sfrenato, sulla quale il tarantato danzava fino allo sfinimento.



Intorno al tarantato si creava un cerchio di suonatori e di persone, ma anche di oggetti della persona tarantata, vasi, funi, secchi d’acqua, spade e così via.

I momenti iniziali del rito servivano a determinare il tipo di taranta che aveva morso (la taranta libertina, o depressa, o tempestosa, o d’acqua…), attaccando una serie di motivi per cercare quello che risvegli il tarantato, inizialmente in uno stato di depressione e malessere. Questi veniva poi attratto dai colori dei vestiti  o dai fazzoletti delle persone riunite in cerchio intorno,o da profumi od oggetti luccicanti, a volte mostrando comportamenti aggressivi e violenti, o sfrenati sessualmente per le donne, che arrivavano anche a mimare l’amplesso.

In una serie di movimenti come convulsivi, strisciando, battendo i piedi, roteando la testa, danzando con diversi giri il tarantato si isola sempre più dall’ambiente circostante fino al momento in cui calpesta simbolicamente la taranta per indicare la guarigione dal morso.

Nella caratterizzazione religiosa, il tarantato si recava alla chiesa di San Paolo di Galatina (LE) il 29 giugno affidandosi alla grazia del santo, considerato appunto protettore dei “morsicati”, e beveva l’acqua sacra del pozzo sotto la cappella.

La cerimonia avviene tutt’oggi.

Ladro di bici centrato da bazooka...

...ovvero toccatemi tutto ma non la mia bicicletta!
Si lo so, la notizia è drammatica perchè finita tragicamente, però immaginando la scena non riesco a non schiattare dalle risate...
Cliccate e leggete qui:

Ladro di bici- Sudan

un brano di "Big Sur" - J. Kerouac



una foto di J.Kerouac (per quelli che pensano che quello della foto personale sia io...)

"Così ci lanciamo in un'accesa discussione su tutto nellla penombra piacevole della capanna accanto al caldo rosso bagliore del fuoco femmineo [...]

continuiamo a parlare fino a mezzogiorno circa e Ron è entrato e uscito, ha fatto passeggiate sulla spiaggia con la piccola donna e la bambina e Pat e io non ci rendiamo conto che il sole è sbucato, ma continuiamo a restarcene chiusi nella capanna parlando adesso di Villon e di Cervantes.

A un tratto, bum, la porta della capanna viene spalancata con un gran tonfo e un prorompere di luce solare illumina la stanza ed io vedo un Angelo in piedi a braccia tese sulla soglia!...

E' Cody! domenicalmente in pompa magna con un vestito! Accanto a lui si allineano numerosi angeli dorati di taglie diverse da Evelyn dorata splendida moglie all'angelo più abbacinante di tutti il piccolo Timmy con il sole che gli si rifrange in fasci di luce sui capelli!... E' una visione così incredibile e una tal sorpresa che tanto Pat quanto io ci alziamo involontariamente, come se fossimo stati sollevati in aria in preda a un timore reverenziale, o spaventati [...]

E il modo che ha Cody di star lì senza dir parola con il braccio teso per non so quale motivo assumendo  una posa che vuol sorprenderci o metterci sull'avviso sul momento è incredibile specie in quanto tutto a un tratto mi rendo conto inoltre di quello che ha effettivamente fatto, è riuscito a far salire la moglie e i bambini furtivi e silenziosissimi sui gradini della veranda (che sono rumorosi e cigolanti), a farli venire avanti sulle assi di legno, pian piano e in punta di piedi, e a farli rimanere lì per qualche tempo mentre lui si accingeva a spalancare la porta, tutti allineati e impettiti, poi, pam, ha aperto la porta e gettato l'universo dorato negli occhi mistici abbacinati del gran saputo Pat McLear e di me stesso grato e stupito... [...]

-Buon compleanno Jack!- o qualche comune folle e insensato saluto del genere. -Vengo da te con buone nuove! Ho portato Evelyn e Emily e Gaby e Timmy perchè siamo tutti tanto grati e contenti in quanto ogni cosa è andata in modo assolutamente perfetto, la perfezione vivente, figliolo, con quei piccoli cento dollari che mi hai dato permettimi di raccontarti la storia fantastica di quel che è accaduto- ...

Jack Kerouac - Big Sur - trad. F. Pivano



Raiz in concerto 18.05.08




Da quasi 15 anni seguo gli Almamegretta e Raiz, da quella cassetta di Animamigrante che ci passavamo tra amici, e che mi ha seguito ovunque andassi, una colonna sonora e un portarsi appresso le proprie radici nelle vie multiformi tra i miei 20 e 30 anni. Per un motivo o per l’altro non ero riuscito mai a vederli dal vivo, fino a ieri. Ora sono separati (“Non avevamo altro da dire, ma siamo sempre molto amici” ci ha detto dopo). Coppola immancabile, gilet nero su camicia bianca, la faccia rabbiosa di chi mostra sé stesso per convinzione e ostinazione, un leone fiero e che non si lascia imbrigliare. Se anche tutto il mondo là fuori diventa uno schifo, se la gente intorno non vuol capirlo o non lo conosce ancora, lui ti viene addosso con la sua voce un po’ rauca e intrisa di ritmo. E’ come se fosse tutto il contrario, lui il primo sotto il palco davanti alla transenna a saltare e scuotersi e io sopra a cantare. La voce di quello che abbiamo da dire è la tua, Rino.

LINK:

Raiz - Uno

Raiz - myspace


Lady of the dancing water

Lady of the dancing water



Leggete questo bel passo di una canzone dei King Crimson, "Lady of the dancing water":


Pouring my wine your eyes caged mine      glowing
Touching your face my fingers strayed      knowing.
I called you lady of the dancing water.

Blown autumn leaves shed to the fire where you laid me
Burn slow to ash just as my days now seem to be


Versandomi il vino i tuoi occhi catturavano i miei, splendendo
Toccando il tuo viso le mie dita si smarrivano, sapendo
Ti chiamai la signora dell'acqua danzante.
Foglie autunnali soffiate via e versate nel fuoco
in cui tu mi adagiasti
Bruciano lentamente fino ad incenerirsi
come sembra ora che facciano i miei giorni

Chiacchierare

Mi piacciono le chiacchierate dove ti prende la voglia di dire quello che per convenzione o abitudine non ci si racconta... magari in pochi, 2 o massimo 4 e una bella bottiglia di vino. Preferisco quelle persone che sanno ridere di sè stessi e raccontare i propri difetti a quelle che dicono solo quello che alla maggior parte delle persone andrebbe bene. Disprezzo i cinici perchè li trovo poco sinceri e opportunisti, quelle che quando gli fai delle domande diverse dal solito su di loro pensano che ci stai provando, e quelli che parlano coi tormentoni del momento. Adoro chi si fa prendere dalla ridarella raccontandosi dei fatti, chi ti parla di un posto in cui è stato che non conosco e chi non rinuncia, anche per chiacchierare fumando una sigaretta, ad avere alle spalle un bel paesaggio come scenario. Tutto un'altro gusto...
Preferisco raccontarmi da me che non agghindarmi e farlo fare dalle apparenze di quello che indosso o di quegli oggetti che devo avere per appartenere ad un "gruppo".
Sembrerebbe ovvio ed invece diventa così raro...


Lo so, lo sai



'O sacc,'o ssai, che non ci possiamo separare, che ci sfuggiamo e scappiamo per inseguirci e girarci intorno. I sentimenti prendono strade tortuose quando le risposte sono speciali, diversi sono i colori gli sguardi le parole che ci troviamo addosso. Come un cavallo libero e selvaggio i miei momenti a fianco a te non si fanno imbrigliare. Trovo un nome al colore della luce di oggi che già tu me l'hai cambiato. Lasciami alimentare il fuoco che ci riscalderà entrambi, quando c'è da star vicini, quando il sonno ci abbraccia e ci dà le risposte che la luce del giorno ci impedisce di vedere.

9 aprile 1821

Il 9 aprile 1821 nasceva a Parigi Charles Baudelaire, il poeta che più amo. Non posso certo azzardarmi a scrivere qualcosa della sua arte, ma voglio riportarne un pensiero e una poesia:

"l’osservatore è un principe che gioisce dappertutto del suo incognito. L’amante della vita fa del mondo la sua famiglia…così l’innamorato della vita universale entra nella folla come in un immenso condensatore d’elettricità…"

Il vino degli amanti
(per Melika)

Oggi che splendido lo spazio!
Via verso un cielo fantastico e divino,
in groppa al vino,
senza morso nè speroni, a briglia sciolta!

Via come due angeli torturati
da un implacabile delirio,
lontano là verso il miraggio
nell'azzurro cristallo del mattino!

Sorella mia, culliamoci sull'ala
dell'intelligente vortice!
Nuotiamo fianco a fianco

in un delirio parallelo!
Fuggiamo senza tregua nè riposo
verso il paradiso dei miei sogni!

Un gradito ritorno



Ieri sera una graditissima sorpresa in questi giorni un po' particolari per me. Come sempre fa spunta dal nulla un amico che da un anno ormai lavorava in Inghilterra. Ma in realtà è più giusto dire che siamo due fratelli, nel senso che ci troviamo sullo stesso modo di pensare molto più che coi parenti anagrafici, e che abbiamo viaggiato in tutti i modi e in tutti i posti in cui si può viaggiare, cioè anche appena fuori casa, con gli occhi di chi odia il perbenismo e le illusioni di possedere cose da mostrare, il macchinone, una bella ragazza stupida ma disponibile al fianco, l'atteggiarsi e il conoscere le mode o le voci che i media inculcano al momento e così via. Comprano e si fanno comprare, mentre noi camminiamo quasi correndo con una busta di bottiglie tintinnanti di birra al fianco chiacchierando fitto fitto dei tipi più strampalati, di un tizio che faceva collezione di gabinetti, oltre 200 tutti in fila piantandoci dei fiori dentro, delle ragazze vestite da diavolo negli addii al celibato in Irlanda, di come non ci si capisce nulla in una partita di cricket, due pazzi nella notte fino all'alba alle 7... anzi credo che andrò a farmi una dormita...


Forse, se tu gustassi anco una volta
la millesima parte de le gioie
che gusta un cor amato riamando,
diresti, ripentita, sospirando:
(30)"Perduto è tutto il tempo,
che in amar non si spende
".
O mia fuggita etate,
quante vedove notti,
quanti dì solitari
(35)ho consumati indarno,
che si poteano impiegar in quest'uso,
il qual più replicato è più soave!
Cangia, cangia consiglio,
pazzarella che sei
(T.Tasso - Aminta)

Si può amare qualsiasi cosa, anche ogni minuto della propria vita, anche soffrendoci, per non lasciarsi indietro nulla...


Il Libro dei fatti 2008

E' appena uscito in edicola correte a comprarlo!!! (Pardon ma non ho resistito a giocarci col Photoshop :D )




28.03.08

Giornata piovosa. Nessuna voglia di uscire, sarebbe come accettare che tutto fosse normale e naturale, che debba andare così. Senso di vuoto, come stare su una spiaggia alla fine dell'estate. Piano piano tutte le sdraio riposte, le luci cominciano a scurirsi, l'allegria chiassosa scivola nella sola voce delle onde del mare che scrosciano come sempre. E' l'aria per questa struggente canzone di Jimi:
 
Jimi Hendrix - The Wind Cries Mary - kewego
Jimi Hendrix - The Wind Cries Mary 


Traduzione testo: Dopo che tutti i pupazzi sono nelle loro scatole/
E i clowns sono tutti andati a letto/ Tu puoi sentire la felicità, barcollante sulla strada passi vestito di rosso/ Ed il vento sussurra Mary/ Una scopa sta scopando via desolatamente i pezzi rotti della vita di ieri/ Da qualche parte una regina sta piangendo/ Da qualche parte un re non ha moglie/ Ed il vento, lui piange Mary/
I semafori, loro diventeranno azzurri domani e splende il loro vuoto giù lungo il mio letto/ La piccola isola si sbriciola nel torrente/ Poiché la vita che un tempo vi era lì, è svanita/ Ed il vento urla Mary/ Potrà mai il vento ricordare i nomi che ha sussurrato nel passato?/ E con la sua stampella, la sua tarda età, e la sua saggezza/ Lui sussurra no, questa sarà la fine/
Ed il vento piange Mary



U.Saba - Il fanciullo e l'averla

Il fanciullo e l'averla

U.Saba



S'innamorò un fanciullo d'un'averla.
Vago del nuovo -interessate udiva
di lei, dal cacciatore, meraviglie-
quante promesse fece per averla!

L'ebbe; e all'istante l'obliò. La trissta,
nella sua gabbia alla finestra appesa,
piangeva sola e in silenzio, del cielo
lontano irraggiungibile alla vista.

Si ricordò di lei solo quel giorno
che, per noia o malvagio animo, volle
stringerla in pugno. La quasi rapace
gli fece male e s'involò. Quel giorno,

per quel male l'amò senza ritorno.

Corrispondenze


" nel mezzo della folla, io resto in solitudine. Tu soltanto puoi afferrare la mia mente che non può comprendere che te. E' come se fossi trasportato in un deserto straniero insieme a te... dove possedendo ogni cosa... potrei vivere un'era intera di estasi ininterrotta... Gli incanti di tutto il mondo sembrano essersi trasferiti in te. "
Da una lettera di William Congreve a Isabella Hunt

Fiorello: "Ignazio Larussa"

  

Circus


Mi ricordo sempre la meraviglia che si ha da piccoli quando arrivava il circo, su come potessero persone e animali trasformarsi e fare cose che sembravano incredibili. Da un po' di tempo anzichè aspettare il circo mi basta vedere arrivare il periodo delle elezioni. Veramente la classe politica non ha niente da invidiare agli acrobati e ai domatori di leoni. E' il fiorire dell'ipocrisia, cambiano il nome del partito, danno una pennellata di colore e scelgono un fiore o una pianta diversa, ed incredibile, dicono di essere nuovi!
E poi nei discorsi miracolosamente hanno già la soluzione dei problemi, è tutto così semplice da risolvere!
Viene da dire com'è che quando sono stati al governo da una parte e dall'altra non lo hanno fatto? Com'è che abbiamo il nostro Paese allo stremo e allo sfacelo, viviamo in un ambiente sempre peggiore? Com'è che restano sempre lì, si mantengono privilegi, si spartiscono i posti, mangiano, parlano e non fanno mai niente? Perchè semplicemente non contiamo più nulla.

Dream



Se scoprissi un posto come questo, potremmo fuggirci per qualche ora, per parlarci fitto fitto,
e quando i pensieri di tutti e due diverrebbero danza l'uno intorno all'altra,
e lo scorrere del tempo perderebbe significato,

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